Assunzioni con sgravio contributivo: attenzione ai controlli sugli abusi
13 luglio 2015

postato in: Ultime notizie

Il Ministero del Lavoro, con la circolare 37/2015, ha fornito indicazioni in merito ad alcuni comportamenti elusivi, finalizzati a beneficiare dello sgravio contributivo della legge 190/2014 (€ 8.060 per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato nel 2015), attraverso una artificiosa precostituzione delle condizioni per poterlo ottenere.

Secondo le disposizione del legislatore, per poter beneficiare dello sgravio, il lavoratore non deve aver intrattenuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti l’assunzione con qualsiasi datore di lavoro e rapporti di lavoro a tempo indeterminato nell’ultimo trimestre del 2014 con lo stesso datore di lavoro che procede all’assunzione, o con società controllate o collegate o aventi assetti proprietari coincidenti.

Al fine di eludere questo principio, le aziende si possono comportare come nell’esempio di seguito esposto.

La Cooperativa Sociale Beta sta impiegando 50 dipendenti a tempo indeterminato in un appalto ricevuto dall’azienda committente Alfa S.p.a. per la gestione del magazzino.

Al solo fine di ricreare le condizioni per godere dello sgravio, l’azienda Alfa S.p.a. recede dal contratto di appalto con la Cooperativa Sociale Beta, che procederà quindi al licenziamento dei dipendenti.

  1. Alfa reimpiegherà poi gli stessi dipendenti attraverso un contratto di somministrazione per sei mesi, al termine dei quali saranno ricostituite le condizioni per la fruizione dello sgravio (non aver intrattenuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti).
  2. La società Gamma di nuova costituzione (che non ha apparenti legami con la Cooperativa Sociale Beta), potrà riprendere in appalto il servizio, trascorsi i sei mesi, riassumendo gli stessi dipendenti a tempo indeterminato e ottenendo un risparmio annuo sul costo del lavoro pari a € 8.060 * 50 = € 403.000, potendo così offrire ad Alfa il servizio ad un prezzo vantaggioso.

Il Ministero, in considerazione di casi analoghi a quello qui presentato ha sottolineato che tutti i comportamenti, anche se formalmente corretti, ma che violino nella sostanza i principi contenuti nella legge 190/2014 (il cui fine è quello di promuovere forme di occupazione stabile), saranno l’oggetto di specifiche azioni ispettive volte a contrastare questi comportamenti.

I Consulenti dello Studio sono a disposizione per ulteriori informazioni: 0321.338115 - 0321.338135