Flessibilità in ingresso

Problemi e necessità

A causa di richieste non programmate e non programmabili da parte dei clienti, un’azienda si trova a dover gestire un ammontare di lavoro altalenante. Di conseguenza anche la necessità di personale è sempre variabile e difficilmente pianificabile a lungo termine poiché subordinata alla quantità di lavoro richiesto dai clienti in determinati periodi.

Soluzione adottata: costi e benefici

È stato stipulato un accordo che prevede per l’azienda la maggior flessibilità in ingresso possibile, mediante l’utilizzo di contratti a termine o contratti in somministrazione. A tali contratti è stata apposta una durata massima di 12 mesi continuativi o di 18 mesi se intesi come somma di più periodi distinti, giustificati dalla ragione produttiva della “Più intensa attività lavorativa rientrante nell’ordinaria attività aziendale”. Oltre questi termini, l’azienda dovrà giustificare l’utilizzo di tali contratti con ragioni precise e circostanziate, indicando eventualmente anche la commessa lavorativa a cui si riferiscono.

Risultato e conclusioni

In tale modo è garantita per l’azienda la flessibilità nell’impiego di personale in funzione della quantità effettiva di lavoro necessaria. Trascorsi i vincoli temporali di durata dei contratti a termine o di somministrazione, l’azienda è quindi libera da impegni contrattuali con i lavoratori ritornando ai propri livelli di organico e di livello occupazionale tipici dei periodi di ordinaria attività.