Editoriale – Evitare il rischio di sanzioni: le soluzioni esistono
15 aprile 2013

postato in: miazzoinforma

Recentemente mi è capitato di assistere un’azienda che si è rivolta allo Studio Miazzo per essere seguita in una vicenda che riguardava una verifica  ispettiva a seguito della quale erano state comminate pesanti sanzioni per le collaborazioni occasionali.

Infatti, mentre da un punto di vista fiscale la gestione della collaborazione occasionale era del tutto lecita e si attuava nel rispetto delle condizioni di legge vigenti – compenso nei limiti di 5.000 euro annuali e ritenuta fiscale operata correttamente –, dal punto di vista previdenziale l’ispettore ha ritenuto che la prestazione resa fosse da considerarsi nell’ambito di un rapporto di lavoro.

La riclassificazione delle prestazioni occasionali come rapporto di lavoro ha fatto scattare, come da normativa, una maxisanzione (da 4.000 a 12.000 euro), oltre a una sanzione di 150 euro al giorno.

Il requisito pubblicistico, infatti, si sarebbe realizzato solo l’anno successivo, con la presentazione del mod. 770 e l’indicazione del nominativo interessato.
Poiché le collaborazioni occasionali erano diverse, le conseguenze sanzionatorie si sono rilevate molto pesanti.
Vorrei prendere spunto da questa vicenda per richiamare l’attenzione delle aziende a non esporsi inutilmente al rischio di simili conseguenze sanzionatorie: le tipologie contrattuali attualmente in uso possono in realtà offrire risposte concrete alle esigenze delle aziende, in condizioni di totale sicurezza. 

Partendo da questa breve ma essenziale considerazione, occorre tenere presente che sono da considerarsi “lavoro nero” tutte quelle prestazioni lavorative rese senza che sia stato assolto il requisito pubblicistico, che prevede la comunicazione al Centro per l’Impiego, l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’iscrizione a un Albo professionale, la comunicazione all’Inail eccetera.

Assolto questo obbligo, anche qualora la tipologia lavorativa dovesse essere messa in discussione, non si darebbe seguito all’applicazione della maxisanzione e non ci sarebbero gli estremi per configurare l’evasione, ma solo l’omissione. 

Ecco allora che la soluzione migliore potrebbe essere quella di utilizzare i voucher, fornendo la prevista comunicazione preventiva all’Inps, oppure di servirsi del contratto a chiamata, piuttosto che ricorrere a tipologie contrattuali fiscalmente lecite ma che espongono a rischi concreti come quello della maxisanzione. 


Lorenzo Miazzo

Consulente del Lavoro

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