Tracciabilità pagamenti degli stipendi: stop all’uso dei contanti
21 giugno 2018

postato in: Ultime notizie

A seguito di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018, dal 1° luglio 2018 entra in vigore il divieto di pagamento degli stipendi in contanti e i datori di lavoro o committenti dovranno corrispondere ai lavoratori retribuzioni o anticipi esclusivamente attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni).

Lo scopo immediato della norma mira a contrastare il sommerso economico e a verificare che la retribuzione corrisposta ai dipendenti non sia inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, tutelando i lavoratori dalla cattiva pratica delle ‘false buste paga’. Inoltre, la firma della busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

L’ambito di applicazione è il seguente:

  • rapporti di lavoro subordinato;
  • collaborazioni coordinate e continuative;
  • contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci (ai sensi della Legge n. 142/2001).

Sono invece esclusi i rapporti di lavoro domestico (colf, badanti e baby sitter – stante la peculiarità della tipologia del lavoro subordinato) e i rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Le sanzioni per i datori di lavoro che non rispetteranno la nuova legge sono pesanti: è previsto il pagamento di una somma da € 1.000 a € 5.000.

 

I Consulenti dello Studio sono a disposizione per ulteriori approfondimenti 

 0321.338135 – 0321.338115