Attività lavorativa durante la Cig: conseguenze in caso di mancata comunicazione

La Sezione Lavoro della Cassazione Civile ha stabilito, nella sentenza del 9 febbraio 2021 n.3116, che il lavoratore che svolga un’attività lavorativa remunerata subordinata o autonoma durante il periodo di integrazione salariale, non ha diritto al trattamento per i giorni di lavoro svolti, ma decade dal beneficio nel caso in cui non abbia preventivamente comunicato all’Inps lo svolgimento della summenzionata attività.

Il lavoratore è tenuto alla comunicazione preventiva anche nell’ipotesi in cui la nuova occupazione dia luogo a un reddito compatibile con il godimento della Cig. Tale obbligo di comunicazione in carico al lavoratore riguarda non solo le attività di lavoro subordinato, ma anche:

  • ogni attività di lavoro autonomo, anche non riconducibile allo schema contrattuale di cui agli articoli 2222 ss. e 2230 ss. del Codice Civile, anche se svolta nell’ambito della partecipazione a un’impresa;
  • qualsiasi attività potenzialmente remunerativa, seppur in concreto essa non produca alcun reddito e anche nel caso l’ente previdenziale ne abbia avuto tempestiva comunicazione da parte del nuovo datore di lavoro o di altri soggetti diversi dal lavoratore stesso.

Fonte: Centro Studi Lavoro e Previdenza – Euroconference