Legge di Bilancio: novità 2020 per i datori di lavoro
8 Gennaio 2020

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E’ stata pubblicata il 30.12.2019 nel Supplemento Ordinario n.45 della  Gazzetta ufficiale n. 304 del 30.12.2019  la legge di bilancio 2020  ovvero: “Legge  27 dicembre 2019, n. 160 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.” Di seguito, analizziamo le novità più importanti per i datori di lavoro; ecco gli argomenti:

Apprendistato per la qualifica ed il titolo di studio

Incentivi alle assunzioni

Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

Credito di imposta per spese di formazione

Congedo obbligatorio del padre lavoratore

Opzione donna

Fringe benefit veicoli aziendali

Buoni pasto

Cuneo fiscale

Apprendistato per la qualifica ed il titolo di studio

La disciplina contributiva dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore subisce una modifica, al fine di promuovere l’occupazione giovanile. In particolare, i contratti di apprendistato duale stipulati:

  • nel corso dell’anno 2020,
  • da parte di aziende che impiegano fino a 9 addetti,
  • godranno di uno sgravio contributivo del 100% con riferimento alla contribuzione dovuta (1,5%, 3% e 10% rispettivamente per il primo, secondo e terzo anno di apprendistato),
  • per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto.

Resta ferma l’aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. Lo sgravio rientrerà presumibilmente nella disciplina degli aiuti di stato e sarà soggetto ai limiti previsti dalla disciplina del de minimis. Si attendono comunque le indicazioni operative dell’INPS a riguardo, anche per la piena operatività della misura.

Incentivi alle assunzioni

Al fine di superare le problematiche emerse con l’incentivo alle assunzioni degli under 35 introdotto in sede di conversione del Decreto Dignità e mai entrato effettivamente in vigore, l’articolo 1, comma 10 della Legge n. 160/2019 attua un importante riordino degli incentivi alle assunzioni, mediante l’estensione dell’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile anche alle assunzioni degli under 35 avvenute nel 2019 e nel 2020. In particolare, viene disposta: al comma 102 dell’articolo 1, Legge n. 205/2017, la sostituzione delle parole “Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2018” con le parole “Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2020”. Tale modifica comporta che l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, consistente nell‘esonero dal versamento dei contributi previdenziali nella misura del 50%, nel limite di 3.000 euro annui e per una durata di 3 anni dall’assunzione, sia legittimamente fruibile negli anni 2019 e 2020 anche in caso di assunzione di soggetti con età fino a 35 anni (34 anni e 364 giorni), fermi restando i requisiti all’assunzione:

  • l’abrogazione dei commi 1, 2 e 3 dell’articolo 1-bis del DL n. 87/2018, per mezzo dei quali era stato introdotto quello che, a tutti gli effetti, era un nuovo incentivo all’assunzione di giovani under 35 per gli anni 2019 e 2020 che da subito aveva sollevato dubbi di applicazione. In considerazione di tali perplessità, il Ministero del Lavoro non aveva mai emanato il decreto previsto e, nei fatti, la norma non ha mai avuto effettiva applicazione;
  • la sostituzione del riferimento all’articolo 1-bis del DL n. 87/2018, con l’articolo 1 commi da 100 a 108 della Legge n. 205/2017, contenuta nell’articolo 1, comma 247 della Legge n. 145/2018 che dispone il rifinanziamento, per gli anni 2019 e 2020, delle misure volte ad agevolare l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto 35 anni di età nelle regioni del Mezzogiorno.

In relazione alle modifiche sopra indicate, si ritiene che l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile possa essere immediatamente applicabile per le assunzioni avvenute nel corso dell’anno 2020, con i codici <TipoIncentivo> già in vigore, mentre sarà necessario attendere indicazioni da parte dell’INPS per quanto riguarda:

  • il recupero della maggior contribuzione versata nel corso dell’anno 2019, per l’eventuale assunzione di soggetti con età inferiore a 35 anni, per i quali il datore di lavoro avrebbe potuto godere dell’incentivo previsto dal DL n. 87/2018;
  • le istruzioni operative per fruire dell’incentivo occupazione sviluppo Sud in cumulo con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, attualmente non disponibili.

Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

La Legge di Bilancio 2020 introduce un credito d’imposta per il periodo di imposta 2020, a favore delle imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dal settore economico, dalla dimensione aziendale, dalla forma giuridica dell’impresa e dal regime fiscale cui è assoggettata, connesso agli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0, transizione ecologica e altre attività innovative. In particolare, il credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, è riconosciuto nella misura

  • del 12% della relativa base di calcolo, per investimenti in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico (come definiti dalla Comunicazione della Commissione Europea 2014/C198/01);
  • del 6% della relativa base di calcolo, per investimenti in attività di innovazione tecnologica finalizzata a realizzare prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, diversi da quelli messi in atto al punto precedente;
  • del 6% della relativa base di calcolo, per investimenti in attività innovative di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile, dell’arredo e della ceramica, per la realizzazione di nuovi prodotti o campionari;
  • del 10% della relativa base di calcolo, per investimenti in attività di innovazione tecnologica volti a realizzare prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale.

Tra le spese ammesse a comporre la base di calcolo di ciascun investimento rientrano, in estrema sintesi, le spese sostenute dalle aziende per il personale, i ricercatori ed i tecnici, titolari di rapporti di lavoro subordinato o autonomo o di altra natura, impiegati direttamente nelle operazioni di ricerca e sviluppo nelle diverse attività sopra elencate, purché tali attività siano svolte internamente all’impresa e nei limiti del loro impiego effettivo in tali operazioni. Oltretutto, le spese per il personale con età non superiore a 35 anni, al primo impiego ed in possesso di un titolo di dottore di ricerca o di una laurea magistrale in disciplina tecniche o scientifiche (nel caso del credito d’imposta per attività di design o creazione estetica, la laurea magistrale deve essere attinente alla tipologia di attività), ovvero che siano iscritti ad un dottorato, assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, sono computate per il 150% del loro ammontare ai fini della determinazione della base di calcolo del credito d’imposta.

Credito di imposta per spese di formazione

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto uno specifico credito d’imposta per le imprese che investono in formazione del personale, al fine di acquisire o consolidare le competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0. Per le spese di formazione sostenute nel periodo d’imposta 2020, il suddetto credito è riconosciuto nella misura del

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro alle piccole imprese;
  • 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro alle medie imprese;
  • 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro alle grandi imprese.

Fermi restando i limiti massimi annuali sopra indicati, la misura del credito d’imposta è aumentata al 60% per tutte le imprese se i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrano, ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro del 17 ottobre 2017, nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si sostengono i costi per la formazione.

Preme evidenziare che, al fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia di tale agevolazione, le imprese beneficiarie dovranno effettuare un’apposita comunicazione al MISE, nel rispetto delle indicazioni tecniche che lo stesso Ministero fornirà con uno specifico decreto.

Congedo obbligatorio del padre lavoratore

Il congedo obbligatorio retribuito (indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione media globale giornaliera), da fruire entro 5 mesi dalla nascita del figlio (oppure dall’ingresso in famiglia del minore, o dall’entrata in Italia in caso di adozione internazionale), a favore del padre lavoratore dipendente è:

  • prorogato anche per l’anno 2020, in relazione ai figli nati o adottati dal 01.01.2020 al 31.12.2020,
  • nella misura di 7 giorni (aumentati rispetto ai precedenti 5, in vigore sino al 31 dicembre 2019).

Si ricorda che il congedo può essere fruito anche in modo non continuativo. Anche per l’anno 2020, inoltre, è facoltà del lavoratore fruire di un ulteriore giorno di congedo, previo accordo con la madre e in sostituzione di una giornata di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Opzione donna

La cosiddetta “opzione donna” (art. 16 del DL n. 4/2019, convertito nella Legge n. 26/2019) viene riconosciuta a favore delle lavoratrici dipendenti nate nel 1961 e delle lavoratrici autonome nate nel 1960 che entro il 31 dicembre 2019 hanno maturato 35 anni di contribuzione. Niente cambia riguardo l’applicazione delle finestre di uscita, fissate in 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Inoltre, viene previsto che il personale a tempo indeterminato del comparto scuola e AFAM, entro il 29 febbraio 2020, possa presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

Fringe benefit veicoli aziendali

Ai sensi dell’art. 51, comma 4, lettera a) del TUIR, nella versione aggiornata dalla Legge di Bilancio per il 2020, per gli autoveicoli / motocicli / ciclomotori assegnati in uso promiscuo ai dipendenti, il fringe benefit tassabile è confermato nella misura del 30% dell’ammontare corrispondente ad una percorrenza convenzionale annua di 15.000 km calcolato sulla base del costo chilometrico ACI, al netto dell’eventuale ammontare trattenuto al dipendente, per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020. La predetta tassazione subisce delle modifiche relativamente ai contratti stipulati successivamente al 30 giugno 2020 e al variare delle emissioni di anidride carbonica. Le nuove percentuali sono:

  • 25% per i veicoli di nuova immatricolazione con valori di emissione di CO2 non superiori a 60 g/km, assegnati con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020;
  • al 30% per i veicoli, con emissioni di anidride carbonica superiori a 60 g/km e fino a 160 g/km, assegnati con contratti dal 1° luglio 2020;
  • al 40% per i predetti veicoli in caso di emissioni superiori a 160 g/km e fino a 190 g/km per l’anno 2020. Tale percentuale è elevata al 50% per l’anno 2021;
  • 50% per i veicoli con emissione di CO2 superiori a 190 g/km per l’anno 2020 e pari al 60% a decorrere dall’anno 2021.

Buoni pasto

La Legge prevede la modifica della lett. c) del comma 2 dell’art. 51, TUIR, stabilendo che non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore dipendente le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di euro 4 se rese in forma cartacea (in precedenza euro 5,29) aumentato a euro 8 (in precedenza euro 7) se rese in forma elettronica (buoni pasto elettronici). È confermata la non imponibilità per:

  • le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro / in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro / gestite da terzi;
  • le indennità sostitutive, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti:
  • ai cantieri edili;
  • ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo;
  • ad unità produttive ubicate in zone prive di strutture / servizi di ristorazione.

Cuneo fiscale

E’ previsto un decreto attuativo che dovrebbe riguardare i lavoratori con redditi fino a 35 mila euro annui:

  • per i lavoratori che hanno redditi fino a 8.200 euro annui (no tax area) sono già operative una serie di agevolazioni compreso il reddito di cittadinanza;
  • per i lavoratori tra gli 8.200  e i 26.600 euro (interessati agli 80 del bonus Renzi) è prevista la trasformazione del bonus in detrazione fiscale;
  • per i lavoratori tra i 26.600 e i 35.000 euro saranno estesi gli 80 euro in tutto o in parte, sotto forma di detrazione fiscale.

I Consulenti dello Studio Miazzo sono a disposizione per ulteriori approfondimenti.