Nuovo regime forfettario e ricadute sui rapporti di lavoro
14 Febbraio 2019

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Il nuovo modello di imposizione agevolata sui redditi di imprenditori e liberi professionisti prevede l’applicazione di un nuovo regime fiscale per i contribuenti aderenti al regime forfettario, ovvero di coloro che fino al 31/12/2018:

  • Versavano una aliquota fiscale del 20%, senza applicazione dell’iva in fattura
  • Non avevano conseguito importi superiori al fatturato limite di categoria
  • Potevano sostenere spese per il personale nel limite di euro 5.000 l’anno.

Dal 01.01.2019 il regime invece prevede:

  • Un’aliquota fiscale del 15%,senza applicazione dell’iva in fattura
  • L’estensione del fatturato limite a euro 65.000
  • La possibilità di sostenere spese per il personale senza limitazioni di costo.

Poiché tali contribuenti non sono sostituti di imposta, qualora abbiano o intendano assumere lavoratori dipendenti, non dovranno applicare nelle busta paga dei predetti lavoratori:

  • Trattenute per imposte e Addizionali Regionali e Comunali
  • Detrazioni fiscali per carichi familiari e lavoro
  • Credito art.1 DL 66/2014, cosiddetto “Bonus Renzi

Dovranno invece continuare a gestire la parte previdenziale inerente i contributi e le prestazioni Inps (malattie, maternità, assegni familiari, …) e la parte inerente i contributi Inail.

Il lavoratore dipendente sarà quindi tenuto ad operare la dichiarazione dei redditi nell’anno successivo ai fini del pagamento delle imposte sui redditi da lavoro.

Si attende una circolare della Agenzia delle Entrate sia in merito alle Addizionali Regionali e Comunali del 2018 che sarebbero da trattenere a rate nel 2019, sia il tipo di certificazione che il datore di lavoro dovrà rilasciare al lavoratore.

Qualora il datore di lavoro si trovi ad operare nel regime forfettario qui esposto, voglia darne immediata comunicazione allo Studio ai fini della corretta elaborazione delle paghe.