Piemonte: Ordinanza Calore n. 3 del 2025 – Prevenzione del rischio da calore
Il Presidente della Giunta Regionale del Piemonte ha emanato un’ordinanza urgente per contenere il rischio da esposizione al calore nei luoghi di lavoro in seguito a una eccezionale ondata di caldo che interessa il territorio piemontese. Le temperature elevate e l’umidità aumentano il rischio per i lavoratori esposti a radiazioni solari dirette e prolungate, in particolare nei settori delle cave, della logistica e della consegna con velocipedi o veicoli a motore a due ruote.
A chi si rivolge l’ordinanza calore?
L’ordinanza si applica ai lavoratori dei settori:
- Settore agricolo
- Settore florovivaistico
- Cantieri edili e affini
- Attività di cava
- Lavoratori della logistica (in particolare movimentazione merci all’esterno)
- Lavoratori addetti alla consegna mediante biciclette o veicoli a due ruote
Misure previste per l’ordinanza calore in Piemonte
Dal 3 luglio al 31 agosto 2025, è vietato svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole, in orari compresi tra le 12:30 e le 16:00, limitatamente ai giorni con rischio “ALTO” secondo le mappe di Worklimate (Inail-CNR).
Sono inoltre previste misure preventive e organizzative per ridurre il rischio, come:
- Protezioni solari e aree d’ombra
- Fornitura costante di acqua fresca
- Pausa frequenti
- Uso di abbigliamento idoneo
Tutte le misure devono essere valutate secondo il D.Lgs. 81/2008.
Ordinanza calore: sanzioni e raccomandazioni in Piemonte
La mancata osservanza comporta sanzioni secondo l’art. 650 del codice penale. Si raccomanda alle aziende di aggiornare la valutazione dei rischi con il supporto di professionisti qualificati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Lombardia: Ordinanza Calore per la tutela dei lavoratori dal rischio da calore eccessivo
La Regione Lombardia ha adottato un’ordinanza simile per prevenire i rischi derivanti da condizioni di caldo eccezionale, con particolare attenzione ai lavoratori esposti direttamente alle alte temperature.
A chi si rivolge l’ordinanza calore?
L’ordinanza lombarda si applica ai lavoratori che svolgono attività prevalentemente all’aperto, esposti al rischio da calore, in particolare in settori analoghi a quelli piemontesi, come:
- Settore agricolo e florovivaistico
- Cantieri edili
- Attività di logistica e consegna all’aperto
Disposizioni e obblighi
Il divieto di lavoro all’aperto nelle ore di maggiore esposizione al sole, dalle 12:30 alle 16:00, è previsto per i giorni con rischio “ALTO”. Le aziende devono adottare misure organizzative e preventive per ridurre l’esposizione al calore e garantire la sicurezza dei lavoratori.
Considerazioni finali comuni
In entrambe le ordinanze si prevede che il divieto possa non applicarsi laddove siano adottate misure efficaci di prevenzione e organizzazione, quali:
- Protezioni solari
- Abbigliamento idoneo
- Pause frequenti
- Fornitura di acqua fresca
- Aree d’ombra
Queste devono essere valutate conformemente al D.Lgs. 81/2008. Si raccomanda a tutte le aziende di aggiornare la valutazione dei rischi e adottare le misure più idonee con il supporto di professionisti qualificati, al fine di tutelare la salute e l’integrità psicofisica dei lavoratori.
Ordinanza Calore: sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per caldo eccessivo.
Aggiornamenti INPS – Messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025
Destinatari
- Datori di lavoro che intendono richiedere il Trattamento Ordinario di Integrazione Salariale (CIGO)
- Aziende che accedono all’Assegno di Integrazione Salariale tramite FIS o Fondi di Solidarietà Bilaterali
Causale per la domanda
In caso di sospensione per ordinanza della pubblica autorità, è possibile utilizzare la causale:
“Sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori”
Requisiti termici
La prestazione di integrazione salariale è generalmente riconosciuta per temperature superiori a 35 °C, tenendo conto anche della temperatura percepita.
Le aziende interessate ad approfondire l’argomento possono rivolgersi agli uffici dello Studio Miazzo.
Domande Frequenti sull‘Ordinanza Calore in Piemonte e Lombardia
Le ordinanze si rivolgono ai lavoratori esposti a condizioni di caldo elevato, in particolare nei settori agricolo, florovivaistico, cave, cantieri edili, logistica e consegne all’aperto con biciclette o veicoli a due ruote.
Il divieto si applica generalmente dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni in cui il rischio da calore è classificato come “ALTO” secondo le mappe di Worklimate (Inail-CNR).
No. Il divieto può non essere applicato se l’azienda adotta efficaci misure di prevenzione, come aree d’ombra, abbigliamento protettivo, pause frequenti e fornitura di acqua fresca, conformemente al D.Lgs. 81/2008.
Le aziende devono aggiornare la valutazione dei rischi da calore, adottare le misure preventive più efficaci e garantire che i lavoratori siano protetti durante le ore di maggiore esposizione al sole.
La mancata osservanza delle ordinanze può comportare sanzioni secondo l’articolo 650 del codice penale, che prevede penalità per l’inosservanza di disposizioni impartite dall’autorità.
Le mappe di rischio “ALTO” sono pubblicate da Worklimate (Inail-CNR) e vengono aggiornate quotidianamente. È importante monitorare queste informazioni per rispettare i divieti previsti.
Sì, le aziende sono incoraggiate a organizzare i turni in modo da evitare le ore di massimo rischio, favorendo lavori nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
Sì. In caso di mancata osservanza, si applicano le sanzioni ex art. 650 c.p.
Sì, se la sospensione è legata a un’ordinanza pubblica, si può usare la causale specifica fornita dall’INPS nel messaggio 2130/2025.





