Protocolli per la sicurezza e vaccinazioni in azienda

Il 6 aprile 2021 sono stati siglati due importanti protocolli per la sicurezza riguardanti, rispettivamente:

  • l’aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del SARS CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro;
  • la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro.

Tale aggiornamento introduce nuove previsioni per il rientro in azienda, l’organizzazione aziendale e la sorveglianza sanitaria. Del tutto nuovo, invece, è il protocollo per l’attivazione di punti vaccinali straordinari presso le aziende per lavoratori e datori di lavoro che volontariamente ne abbiano fatto richiesta.

Protocollo anti-contagio negli ambienti di lavoro

In questo protocollo si fa per la prima volta riferimento alla figura del Responsabile di Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) e si sottolinea l’importanza del ruolo ricoperto dal medico competente.

Nella premessa, il nuovo Protocollo prevede che la mancata attuazione dello stesso, “che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”, rafforzando così il contenuto dell’art. 29-bis del Decreto Liquidità e gli altri protocolli e linee guida adottati a livello regionale e nazionale.

Protocollo per l’attivazione di punti straordinari di vaccinazione in azienda

I datori di lavoro, singolarmente o in forma associata, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati, possono rendersi disponibili per l’attuazione di piani aziendali per predisporre punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro, all’interno dei quali i lavoratori e i datori di lavoro possano vaccinarsi su base volontaria.

  • I piani aziendali devono essere proposti all’Asl di riferimento, specificando il numero di vaccini richiesti in base alle adesioni;
  • La somministrazione diretta in azienda deve essere effettuata da operatori sanitari che garantiscano il rispetto delle prescrizioni sanitarie;
  • Il medico competente dell’azienda può avvalersi di personale sanitario in possesso di adeguata formazione, e ha il compito di fornire le informazioni su vantaggi e rischi legati alla vaccinazione;
  • Il datore di lavoro, invece della somministrazione diretta, può anche ricorrere a strutture sanitarie private tramite apposita convenzione;
  • I costi per l’attuazione dei piani vaccinali sono a carico del datore di lavoro, a esclusione della fornitura dei vaccini, dei dispositivi di somministrazione e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite;
  • I datori di lavoro che non sono tenuti a nominare un medico competente e che non possono ricorrere a strutture private, possono fare riferimento alle strutture sanitarie dell’Inail (in questo i caso i costi sono a carico dell’Istituto);
  • Se la vaccinazione avviene durante l’orario di lavoro, il tempo dedicatovi corrisponde a tutti gli effetti all’orario di lavoro stesso.


FONTE: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro


Per maggiori informazioni, scarica i seguenti allegati:

Approfondimento integrale: “I protocolli per la sicurezza e le vaccinazioni in azienda”
Schema riassuntivo: riammissione sul luogo di lavoro