La pandemia da Covid-19 ha creato nuove esigenze nel mercato del lavoro, sempre più focalizzato sulla possibilità di coniugare la sfera privata con quella lavorativa. Nasce così un nuovo paradigma, che non considera più il lavoro come un’attività a sé stante al di fuori della quale ricercare il benessere, bensì come una delle molte dimensioni in cui è possibile individuarlo. È in questo contesto che si colloca il fenomeno della Workation, una possibile soluzione “anti-burnout” divenuta ormai popolare nel Nord Europa e destinata, con tutta probabilità, a diffondersi in numerosi altri Paesi.
Definizione di Workation
Il termine “workation” è la combinazione di work (lavoro) e vacation (vacanza), e si riferisce alla possibilità di svolgere la propria attività lavorativa da un luogo di villeggiatura, ad esempio in montagna, in spiaggia o presso altre mete normalmente adibite alle vacanze. Questa modalità consentirebbe ai lavoratori una maggiore flessibilità, al fine di conciliare ancor meglio lavoro e vita privata, con significativi benefici in termini di produttività e di benessere della persona.
Workation, Smart Working e telelavoro
Se il telelavoro viene tipicamente svolto dal proprio domicilio in maniera stabile e continuativa, il concetto di workation può considerarsi invece la naturale evoluzione dello smart working. Questa modalità non pone infatti al lavoratore alcun limite geografico e gli consente di conservare le ore di ferie e permessi, lavorare nella località che preferisce e godere degli effetti benefici del clima e degli intrattenimenti che, normalmente, potrebbe concedersi solo durante le vacanze.
Vantaggi e sfide della Workation
La workation può rappresentare senza dubbio un’occasione per rivoluzionare nuovamente la percezione dell’ambito lavorativo, con molteplici vantaggi sia per i singoli individui che per le imprese. Al tempo stesso, però, potrebbe comportare ostacoli e sfide da non sottovalutare.
I vantaggi
Con la workation, le aziende potranno creare un ambiente stimolante e premiante per i propri lavoratori, con diversi benefici su più fronti:
- Sviluppo delle competenze trasversali: la workation permette di mantenere dei buoni livelli di produttività, permettendo al contempo ai lavoratori di visitare luoghi diversi, interiorizzando così nuove esperienze e punti di vista e confrontandosi magari con culture diverse. Si tratta quindi di un tipo di approccio che promuove l’autogestione, il senso di responsabilità e le doti creative, senza contare la possibilità di acquisire nuove competenze linguistiche. Tutte queste capacità molto probabilmente si tradurranno in un vero e proprio valore aggiunto non solo per il singolo individuo, ma anche per il suo contributo all’interno dell’azienda.
- Clima aziendale: come già detto, la possibilità di conciliare maggiormente vita professionale e privata ha un impatto significativo sul benessere e sulla salute mentale dei dipendenti, evitando non solo le situazioni di burnout, ma anche di malcontento in generale, e creando un ambiente sano e positivo (anche a distanza).
- Employer branding: un alto grado di soddisfazione è inoltre un motore potente per aumentare la produttività aziendale, ridurre l’assenteismo e fidelizzare i collaboratori. Offrendo l’opzione della workation, il datore di lavoro dimostra di aver compreso le reali esigenze dei dipendenti e di disporre di risposte concrete. Una leva da tenere in considerazione sia per la diminuzione del turnover che per l’attrazione di nuovi talenti in azienda.
- Turismo: il trend della workation rappresenta un’opportunità non solo per le aziende e i dipendenti, ma anche per il settore turistico, poiché consentirà di estendere la durata dei soggiorni favorendo l’economia delle località di destinazione anche in periodi diversi dall’alta stagione.
Le sfide
Della workation, a preoccupare maggiormente sono gli elementi sfidanti che hanno sempre caratterizzato anche lo smart working, in particolare:
- Gestione del tempo: come già detto, la workation prevede la combinazione di lavoro e vacanza, senza confini netti tra le due attività. La mancanza di una separazione ben definita può mettere a rischio il diritto del dipendente alla disconnessione e creare una situazione di squilibrio che può nuocere sia al riposo e al benessere del singolo sia alla qualità del lavoro svolto.
- Team building: l’assenza o la significativa riduzione delle conversazioni e degli scambi informali tra colleghi è un problema già emerso con il telelavoro e lo smart working. In questo caso, la sfida consiste nel riuscire a promuovere un rapporto sano e collaborativo all’interno di un team composto da persone che non condividono quotidianamente uno spazio comune.
- Organizzazione: da un punto di vista puramente pratico, il fatto che i lavoratori si trovino in luoghi con fusi orari differenti può rivelarsi una vera e propria sfida in ambito organizzativo, soprattutto per quanto riguarda la programmazione di call e riunioni. Sarà dunque necessario un coordinamento costante, che consenta di mantenere il team allineato e di definire con chiarezza obiettivi e deadline.
- Strumentazione e accessibilità: è importante che i lavoratori in workation abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter svolgere agevolmente le proprie mansioni. Ecco perché per questa modalità di lavoro occorre scegliere delle strutture adeguate, con una connessione stabile a internet e una buona ricezione telefonica. Il buono svolgimento delle attività da remoto è infatti una condizione primaria affinché la workation sia attuabile.
Regolamentazione della Workation
Ad oggi, in assenza di una disciplina generale della materia a cui datori di lavoro e dipendenti possono fare riferimento, la workation è attuabile solo come accordo individuale tra le due parti, definito in base al Paese di destinazione prescelto, al ruolo del lavoratore, alla durata del soggiorno e alle misure organizzative aziendali.
All’interno dell’accordo, sarà opportuno indicare:
- Tutte le situazioni in cui potrà attuarsi la modalità di lavoro in workation;
- Le strutture presso cui il lavoratore potrà svolgere la prestazione;
- Il monte ore da rispettare e i tempi di riposo (diritto alla disconnessione);
- Le misure di sicurezza e prevenzione previste;
- Gli strumenti di lavoro messi a disposizione;
- Gli obblighi del dipendente;
- La durata del programma di workation.
Inoltre, è bene che vengano anche indicati i Paesi esclusi dalla possibilità di workation per ragioni relative alla sicurezza personale, al rischio ambientale o ad altri fattori (conflitti armati in corso, presenza di regimi che limitano i diritti della persona, rischi per la salute pubblica, condizioni climatiche insostenibili…).
In sintesi, considerata la mancanza di una normativa ad hoc, è importante che il datore di lavoro consideri ciascun piano di workation come un caso a sé stante, analizzando ogni variabile al fine di garantire i diritti del dipendente e, al contempo, un’organizzazione funzionale alle necessità aziendali e al raggiungimento degli obiettivi prefissati.





